Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/68

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gettossi alla briglia del cavallo, e fecelo arretrare di tre o quattro passi. — Brutto barbone,» disse allora al visir, «ti caverei l’anima sul momento, se non mi trattenessi in considerazione di tutta la gente che qui vedi —

«Siccome Sauy non era amato da alcuno, ma per lo contrario tutti l’odiavano, non vi fu uno solo degli astanti, che non godesse al vedere che Noreddin l’avesse alquanto mortificato. Attestarongli pertanto coi cenni il loro contento, e gli fecero comprendere che poteva vendicarsi come volesse, giacchè nessuno s’immischierebbe nella loro contesa.

«Volle Sauy fare uno sforzo per obbligare l’altro a lasciar la briglia del cavallo; ma Noreddin, ch’era un giovine forte e valente, incoraggiato dalla benevolenza degli spettatori, lo trascinò giù da cavallo in mezzo al rigagnolo, gli diè mille percosse, e misegli a sangue la testa contro il selciato. Dieci schiavi, che accompagnavano Sauy, volevano sguainare la sciabola e gettarsi su Noreddin; ma i mercatanti si posero in mezzo per impedirlo. — Che cosa pretendereste fare?» dissero ad essi. «Non vedete, che se l’uno è visir, l’altro è figliuolo di visir? Lasciateli finire l’alterco fra loro. Forse si raccomoderanno fra brevi giorni; e se aveste ucciso Noreddin, credete che il vostro padrone, per quanto sia potente, possa garantirvi dalla giustizia?» Noreddin si stancò finalmente di battere il visir; lo lasciò in mezzo al rivo, riprese la Bella Persiana, e tornò a casa in mezzo alle acclamazioni del popolo, che lo lodava dell’azione eseguita.»