Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/681

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servare, su ciò ch’è accaduto, la maggior segretezza pel vostro bene e riposo.

«— Ahi» sclamò essa senza alzare la voce; «questo preambolo mi fa comprendere che mio marito più non esiste; ma nello stesso tempo intendo la necessità del segreto che mi chiedete. Ben veggo che bisogna farmi violenza; parlate: vi ascolto. —

«Raccontò Alì Baba alla cognata tutto l’esito del viaggio sino al proprio arrivo col corpo di Cassim, e:

«— Cognata,» soggiunse, «ecco per voi un motivo di dolore tanto più grande quanto meno ve lo aspettavate. Sebbene il male sia senza rimedio, se v’ha nondimeno cosa alcuna capace di consolarvi, vi esibisco di unire al vostro il poco di bene che Dio mi ha concesso, collo sposarvi, assicurandovi che mia moglie non sarà gelosa, e vivrete insieme in buona armonia. Se la proposizione vi garba, bisogna pensare ad agir in modo che mio fratello sembri spirato di morte naturale; è questo un pensiero, del quale mi pare potete riposare su Morgiana, mentr’io, dal mio lato, vi contribuirò a tutto potere. —

«Qual miglior partito poteva prendere la moglie di Cassim fuor di quello che Alì Baba le proponeva, essa che, coi beni che le rimanevano per la morte del primo marito, ne trovava un altro più ricco di lei, ed il quale, per la scoperta del tesoro, poteva diventarlo ancora di più? Non ricusò dunque l’offerta, ma la riguardò anzi come un motivo ragionevole di consolazione; asciugate adunque le lagrime, che aveva cominciato a versare in copia, e sopprimendo le acute grida consuete alle donne che abbiano perduto il consorte, dimostrò bastantemente ad Alì Baba che accettava la di lui proposta.

«Lasciò questi la vedova di Cassim in tale disposizione, e raccomandato a Morgiana di far bene le sue parti, tornò sull’asino a casa.