Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/718

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le porterebbe piuttosto di venderle qui, dove sono a buon mercato. —

«Alì Kodjah udì quelle parole, ed avendo mille volte inteso magnificare le bellezze dell’Egitto, risolse all’istante di approfittare dell’occasione e farne il viaggio. Perciò, ripiegate ed imballate di nuovo le mercanzie, invece di tornare a Bagdad, s’incamminò verso l’Egitto, unendosi alla carovana del Cairo: giunto in quella città, non ebbe luogo di pentirsi dell’adottato partito, trovandovi tal tornaconto, che in pochi giorni ebbe finito di esitare tutte le sue merci con un’utilità, molto maggiore che non avesse sperato. Ne acquistò altre coll’idea di passare a Damasco, ed aspettando la comoda occasione d’una carovana che dovea partire tra sei settimane, non si contentò di vedere tutto ciò ch’era degno d’osservazione nel Cairo, ma andò ad ammirar anche le piramidi, risalì sino a certa distanza il Nilo, e vide le città più celebri situate sur amendue le sponde.»


NOTTE CCCLXXVIII


— Nel viaggio di Damasco, siccome la carovana doveva passare per Gerusalemme, il nostro mercatante di Bagdad approfittò dell’occasione per visitare il tempio, da tutti i musulmani riguardato come il più santo, dopo quello della Mecca, d’onde il luogo prende il titolo di Città santa.

«Alì Kodjah trovò la città di Damasco sì deliziosa per l’abbondanza delle acque, le praterie e gl’incantevoli suoi giardini, che quanto aveva letto nelle nostre storie delle sue delizie, gli parve molto al di sotto della verità, è vi fece lunga dimora. Pur