Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/729

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

311


il terzo anno: non hanno più sapore, nè colore, e son buone da buttar via. — Se così è,» ripigliò il finto cadì, «osservate quel vaso, e ditemi da quanto tempo vi furono poste quelle che vi sono. —

«I pretesi negozianti simularono di esaminare le olive ed assaggiarle, e dichiararono al cadì ch’erano recenti e buone.

«— V’ingannate,» rispose allora il cadì; «ecco Alì Kodjah, il quale dice di avervele poste sette anni sono. — Signore,» risposero i finti commercianti chiamati come periti, «ciò che possiamo assicurare è che quelle olive sono di quest’anno, e sosteniamo che fra tutti i mercatanti di Bagdad, non ve n’ha uno solo che non sia per rendere la medesima testimonianza di noi. «Volle l’accusato confutare la dichiarazione dei periti; ma il cadì, non dandogliene il tempo: — Taci,» disse, «tu sei un ladro. Impiccatelo. —

«In tal guisa quei fanciulli misero termine al loro giuoco con grandissima gioia, battendo le mani, e scagliandosi sul finto delinquente, come per condurlo alle forche.»

— Quel ragazzo,» disse Schahriar, dopo che Scheherazade ebbe cessato di parlare, «ha dimostrata una rara sagacia per la sua età; vedo pure, dagli applausi ricevuti dagli altri fanciulli, i quali lo avevano secondato nella sua parte, che la gioventù, seguendo sempre gl’impulsi della natura, sa talora discernere, meglio degli uomini maturi, da qual lato siano il diritto e la giustizia.»