Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/733

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tore de’ credenti,» disse, «questo non è un giuoco; tocca a vostra maestà condannarlo a morte sul serio, e non a me che ieri lo feci solo per ischerzo. —

«Il califfo, convinto appieno della malafede del mercatante, lo abbandonò ai ministri della giustizia per farlo impiccare; il che fu eseguito, dopo ch’egli ebbe rivelato dove avesse nascoste le mille pezze d’oro, che vennero restituite ad Alì Kodjah. Quel monarca infine, pieno di giustizia e d’equità, dopo aver avvertito il cadì che aveva pronunziato il primo giudizio ed ora presente, ad imparare da un fanciullo ad essere più esatto nel suo ministero, abbracciò il ragazzo e rimandollo alla madre col dono d’una borsa di cento pezze d’oro, qual segno della sua liberalità.»

La notte fuggiva al vicino cospetto del novello dì, quando la sultana delle Indie finiva la storia di Alì Kodjah. — Sono contento dei vostri racconti,» le disse Schahriar; «dessi non solo sono dilettevoli, ma contengono ancora molta morale e lezioni per gli uomini di tutte le classi e d’ogni condizione. — Sire,» rispose Scheherazade, «l’indulgenza onde voi mi onorate, m’incoraggia a chiedere alla maestà vostra il permesso di continuare ad esserle gradita ancora in pari modo. — Ve lo concedo,» disse il sultano, confermando così colla confessione allor fatta, e col piacere che provava nell’udire la consorte, la licenza di narrargli nuove storie.