Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/797

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Persia, senza farsi conoscere, e visitare le cose notabili di Sciraz e de’ dintorni, attendendo che la carovana, colla quale era venuto, riprendesse la strada delle Indie. Aveva finito di soddisfare alla propria curiosità, quando la carovana fu in grado di ripartire; non mancò il giovine di riunirvisi, e dessa si pose in cammino. Nessun accidente ne turbò od interruppe il corso; e, senz’altro incomodo fuor della lunghezza ordinaria delle giornate e fatiche del viaggio, giunse felicemente al luogo di convegno, dov’era già arrivato Hussain. Il principe ve lo trovò, e rimase con lui aspettando il terzo fratello Ahmed.»

Il giorno che allora comparve, mise fine al racconto della sultana, la quale lo ripigliò la domane nel modo seguente:


NOTTE CCCXCVII


— Sire, il principe Ahmed aveva presa la via di Samarcanda, ed imitò subito alla domane del suo arrivo i due suoi fratelli, recandosi al bezestin, ove, appena entrato, gli si presentò un banditore con un pomo artificiale in mano, cui gridava a trentacinque borse. Fermò egli il banditore, dicendogli:

«— Mostratemi questo pomo, e ditemi qual virtù o proprietà straordinaria possa esso avere, perchè lo dobbiate mettere a sì caro prezzo. —

«Dandoglielo in mano affinchè lo esaminasse: — Signore,» disse il banditore, «questo pomo, guardandolo sol dall’esterno, è veramente assai poca cosa; ma ove sene considerino le proprietà, le virtù e l’uso mirabile che può farsene pel bene degli uomini, puossi