Pagina:Le mille ed una notti, 1852, V-VI.djvu/749

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

339


tetemi di ammirarvi, e lasciarmi parlare. — Io non debbo ascoltarvi,» rispose la giovane. Seifulruulok la pregò in nome dell’amicizia che aveva per la sorella, e le sue istanze furono sì commoventi, che ella gli diede udienza. Quando le ebbe dichiarata la sua passione, Bedihuldgemal rispose: — Mi fu assicurato che la figlia del re Zimpar vi amava. — Non la conosco,» riprese il principe con vivacità; «non date retta a ciò che vi diranno gli spiriti, se volete essere felice in amore; essi sono bugiardi: i sentimenti teneri lor sono non solo ignoti, ma pare che ne siano invidiosi, e che non si occupino se non dei mezzi di distruggerli. — Si dice,» replicò la principessa, «che tutti gli uomini sono infedeli. — Si può esserlo amandovi?» rispose il principe.

«Bedihuldgemal fece altre riflessioni, e manifestò nuovi timori sullo difficoltà che s’opporrebbero alla loro unione, cui Seifulmulok pervenne a distruggere; la principessa, a metà persuasa, spandeva nonostante torrenti di lagrime pei vari contrastanti pensieri che venivanle nell’animo.

«Quelle lagrime fecero disperare Seifulmulok. Finalmente, Bedihuldgemal, commossa da tante prove d’affetto, gli disse: — Principe, io v’amo malgrado tutte le ragioni che sembrano doverosi opporre; ma provo le più vive inquietudini per voi; sappiate che settemila spiriti hanno giurata la vostra perdita, non lasciandovi riposo alcuno, se non quando avranno vendicata la morte di Sedifbach. — Io non temo nulla giacchè mi amate,» rispose il principe, «quand’anche milioni di spiriti fossero accaniti contro di me. — Bisogna,» diss’ella, «che andiate dalla mia ava Sarochanuam; ella sola può ottenere il consenso de’ miei parenti. —

«A tali parole, essa accommiatossi dal principe d’Egitto; i loro saluti furono dei più commoventi, e