Pagina:Le mille ed una notti, 1852, VII-VIII.djvu/259

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

241


seffo, cessò di opporsi alla sua partenza. Nel punto della loro separazione pertanto lo scongiurava, cogli occhi molli di lagrime, di tornare al più presto, ciò ch’egli le promise sinceramente, perocchè l’amor suo era verace, e con pena sottomettevasi al dovere che lo richiamava al padre.

«Ripassato il lago, Gioseffo raggiunse i compagni che furono lietissimi di rivederlo, ed il cugino Yah, ricevutolo coi trasporti della più viva gioia, gli partecipò quant’era accaduto dalla sua partenza. I due principi quindi presero la strada di Sind, e giunti ad una giornata di distanza dalla capitale, inviarono un corriere ad annunziare il loro arrivo.

«È impossibile descrivere il commovente spettacolo dell’incontro del principe col padre e colla regina, cui la partenza del diletto figlio aveva spezzato il cuore. Le mogli di Gioseffo, in numero di quaranta, dimostrarono anch’esse i più vivi trasporti. Infine, tutti nel palazzo gioivano del suo ritorno, e solo il principe pareva tristo e preoccupato. Il piacere di trovarsi in seno alla propria famiglia non poteva fargli dimenticare Haifa, e rimase insensibile alle carezze ond’era oggetto. Ritornato nel proprio appartamento, diventò invisibile a tutti, e passava le notti intiere non pensando ad altro che alla sua diletta; invano il giorno riconduceva nuovi divertimenti, ordinati da’ genitori, ch’erano ben lungi dal sospettare il viaggio che il figliuolo meditava.

«Consacrati alcuni giorni appropri doveri, che pel giovane furono di mortale lunghezza, nè potendo più oltre frenare l’impazienza, lasciò, col favore di tenebrosa notte, il palazzo, accompagnato da uno schiavo fedele, di nome Hulland, cui prese in groppa sul miglior destriero, e seguì, colla rapidità del vento, la via che doveva ricondurlo presso all’amata. Giunto sulle sponde del lago, nascose sella e