Pagina:Le mille ed una notti, 1852, VII-VIII.djvu/572

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suo non hanno alcun difetto, e sono al sicuro d’ogni critica. — Vi credo facilmente, madre mia,» rispose il giovane,» quanto a ciò che concerne i due primi C; ma quanto al terzo, bramo assicurarmene co’ miei propri occhi. — Non avete che a seguirmi,» soggiuns’ella; «ve la farò vedere nuda come la mano. Ma seguiteci di lontano, in modo però di non perderci di vista. —

«Alzossi il giovane, si pose in tasca mille zecchini, per servirsene al bisogno, e seguì da lungi la vecchia, che continuò a camminare come prima. Avvicino» poscia alla bottega d’un tintore, e voltasi, fe’ segno alla giovane dama di fermarsi, poichè voleva restare alcuni istanti dove si trovava. Entrò la vecchia nella bottega dov’era un povero vecchio, il quale, oltre alla sua professione di tintore, vendeva fichi e torte di frutta. — La pace sia con voi, tintore Mohammed!» gli disse; «vedete laggiù quella giovane, ed un po’ più lontano quel giovanotto? Sono i figliuoli che piacque a Dio di concedermi. La mia casa è vecchissima e minaccia ruina, ed alcuni architetti m’hanno consigliato di farla riparare prima che caschi. I miei figli sono costretti ad abbandonarla mentre si faranno tali riparazioni, e son venuta a pregarvi di affittarmi per essi una stanza. — Oh! ecco una cosa che va bene,» pensava tra sè il tintore, «e mi viene a taglio come la spuma al caffè. Io infatti,» disse poi ad alta voce, «ho vari appartamenti; ma non posso privarmene, poichè mi giungono di tempo in tempo carovane cariche d’indaco. — Ebbene,» riprese la vecchia,» non vi chieggo questa camera se non per uno o due mesi finchè sia ristaurata la casa. Non avrete a lagnarvi di me riguardo alla generosità, poichè ho i sentimenti d’una vera Araba. — Prendete queste tre chiavi,» disse il vecchio; «la più grossa apre la porta che mette sulla strada; quella curva, la parta del vestibolo; la