Pagina:Le mille ed una notti, 1852, VII-VIII.djvu/586

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«Allorchè Ahmed-ed-Deouf si destò colla sua gente, rimase tanto più svergognato della sua disavventura, che sapeva benissimo d’essere per divenire lo scherno del collega Sciuman. Lo incontrò appunto nella strada, e recatisi insieme al divano, Ahmed-ed-Deouf dichiarò di rinunziar ad impadronirsi della vecchia. — Ebbene, me ne incarico io,» disse Hassan Sciuman, «se il Commendatore de’ credenti perdonar voglia a quella vecchia, la quale non fece tutti questi bei tiri se non per far parlare di lei (come abbiane fatto anche noi), ed ottenere una pensione. — Sì, le perdono, «disse Aaron, «ma a condizione che restituisca tutti gli oggetti rubati. Ecco il mio fazzoletto in pegno della mia promessa. —

«Hassan Sciuman, che conosceva da lungo tempo Delileh e Zeineh, non dubitava ch’esse sole fossero capaci di simili astuzie. Mostrò dunque loro il fazzoletto del califfo, e le indusse a confessare la verità e restituire quanto ciascuna aveva rubato. Delileh, recatasi al divano e gettatasi a’ piedi del monarca, confessò che il solo desiderio di far parlare di lei ed ottenere un buono stipendio l’aveva indotta a tutte quelle imprese, aggiungendo che suo padre era stato un tempo direttore della posta delle colombe, e suo marito servo del cadì ; ch’essa aveva diretto il servizio delle bestiuole, e stimavasi capace di succedere al padre. In fatti, il califfo le concedette la direzione della posta delle colombe. Trovavasi questa in un vasto khan, custodito da quaranta schiavi e da quaranta cani della razza di quelli dei pastori di Salomone, ed il califfo affidò a Delileh ed a sua figlia Zeineh la custodia del khan, in cui venivano impiegate quaranta colombe a portare dispacci. Ogni giorno la vecchia, accompagnata da’ suoi quaranta schiavi, recavasi al divano per ricevere gli ordini reali, ed informarsi se si avessero a spedir corrieri. Durante la sua assenza e nel