Pagina:Le opere di Galileo Galilei II.djvu/293

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
290 CONSIDERATIONE ASTRONOMICA ECC.

pregarlo voglij benignamente riceverlo come dalle mani di chi cordialmente l’ama, il che facendo mi darà animo di apparechiare alla giornata maggior cosa di questa. Non tralascierò già di dire, che se si considera la persona, a chi quest’operetta è dedicata, overo se si considera la materia di che tratta dovea per ogni ragione esser descritta in lingua latina come più eccellente et degna; ma perchè chi oppose alle mathematiche scrisse in nostra materna lingua forsi a fine di mettere apresso li ignoranti questa scientia in sospetto, già che nelle persone scientiate non potea cadere tal dubio; però V.S. mi haverà per iscuso1, se volendo che ogniuno conoschi le oppositioni fatte esser dì niun rilievo ho io ancora scritto in lingua volgare. Et per che io riconosco in lei quella humanità et sincerità, che in tutti li suoi antecessori risplendea non sarò più lungo in offerirle queste mie fatiche, o in escusarmi di qualche mia imperfettione; ma humilmente basciandoli le honorate mani, li pregarò da Nostro Signore il colmo dil vero bene.

Di Padova alli 16. Febraio. 1605.


Di V.S. molto Illustre


Nipote & Servitore Affettionatissimo

Baldesar Capra.





  1. Io t’ho per iscuso pur troppo. Di grazia, non ti affaticare, perchè veggo che non sai parlar nè meno in vulgare, non che latino.