Pagina:Le opere di Galileo Galilei II.djvu/303

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300 consideratione astronomica

della luna quasi dil tutto opaco possi rompere & disfare quelli vapori, che disgregati nel corpo lucido della luna, secondo la sua opinione, faceano le sopradette machie.

Ma per finalmente una volta accostami al loco dove debbi apportare quello in simil caso ho osservato, & con la maggior diligentia possibile annotato; faccio una consideratione a quella parte del ca. XI dove parla della duratione di questa stella, & dico come è possibile, che questa Stella essendo una essalatione, sii stata quasi per un mese sotto alli raggi solari, & non sii stata dissipata da quel lume, se, come dice, la causa perchè la galassia non è sotto al zodiaco, è perchè la essalatione ivi non va per essere dissipata dal lume di quelle stelle: dico adunque se il lume di quelle stelle può dissipare quella essalatione, per qual causa il lume dil Sole non ha potuto dissipare questo vapore, che facea, & ancora secondo questi fa questa Stella, & massime essendo senza paragone molto maggiore, io per me non so, se questo sii modo di philosophare overo di burlare.

Et questo sii quanto mi è occorso considerare circa questo discorso, non con animo di oppugnare, ma solo per l’amore di si nobil scientia, con quel poco ingegno che dalla natura mi è stato concesso. A voi Eccellentissimi Signori professori & perfetti mathematici toccherà il fondamentalmente diffondere sì nobil dottrina dalle mani di chi desia lacerarla; mi rendo sicuro che non mancheranno, pure tanto è il desio che ho di sì nobil scientia, che mi forza a caramente pregarli non voglino mancare, acciò questi tali non habbino causa di persistere più lungamente in questa sua opinione.

Ripigliando adunque il mio ragionamento, come di sopra dissi apparve questa Stella alli dieci di Ottobre in tutto simile a Marte, si nel colore, come nella grandezza, & mirabilmente scintillante; dil che io quasi stupito, non potevo acquietarmi (se bene ero certo per le sopra narrate osservationi, & se bene ero certificato dal Signor Simone, che in quel loco mai era stata osservata simile Stella) di essaminare diligentemente tutti li cathaloghi delle Stelle fisse; & tutti li globi, che alle mie mani potevano pervenire; & pure con questo a dire il vero, restai dubioso sino alli 15, nel qual giorno desioso di certificarmi non puoti espettare l’occasso dil Sole, ma m’ingegnavo d’esprimentare se potevo vederla; finalmente fu vista & osservata della grandezza di Giove, o poco più, che havea alquanto lasciato di quella rosezza, & risplendea con un colore misto di martiale & gioviale. All’hora scaciato ogni dubio, che io havea, che questa Stella fosse delle conosciute, applicai l’animo ad osservarla.

Et notisi che havendo fatta una memoria locale dil sito di questa stella, molte volte per mezz’hora avanti l’occasso dil Sole si è veduta, & questo alla presenza de molti amici. Et precisamente alli tre di Novembre alla presenza del Sig. Paolo Boim dignissimo Syndico della Università de Medici in Padova, quale non solo