Pagina:Le opere di Galileo Galilei II.djvu/343

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
340 avvertimento.

quest’ultima, è allegata la figura dello strumento, la quale fu aggiunta per la prima volta alla traduzione latina del Bernegger1 Tale omissione dipende da ciò, che la scrittura, a mano od a stampa, era da Galileo venduta, o regalata, insieme con un esemplare dello strumento: ma a noi, che sotto gli occhi degli studiosi poniamo soltanto la scrittura, parve necessario aggiungere una riproduzione dello strumento, esatta e compiuta, quale finora non fu data da alcun altro; ed a ciò ci siamo determinati tanto più volentieri, in quanto lo strumento è esso pure opera del Nostro. Ci giovammo a questo effetto dell’esemplare custodito nella Tribuna di Galileo, in Firenze. Alla scrittura sul Compasso tengono dietro il plagio che, come è notissimo, ne fece Baldassar Capra, e la Difesa di Galileo contro il medesimo. L’Usus et fabrica circini2 del Capra viene da noi dato solamente perchè è necessario per l’intelligenza dei frequentissimi riferimenti fattine nella Difesa, e delle postille galileiane delle quali diremo fra poco; senza di che, assai volentieri ci saremmo astenuti dal riprodurre questa scrittura. Nel comprenderla tuttavia nella nostra edizione, abbiamo stimato opportuno di darne una riproduzione esattissima, compresi gli errori di stampa, in quanto che anch’essi col loro strabocchevole numero formano una caratteristica di tale ignobile scrittura. Del libro del Capra è poi, tra i Manoscritti Galileiani nella Biblioteca Nazionale di Firenze, un esemplare (Par. II, T. XI), arricchito da Galileo di molte postille in margine ed in una carta separata. Queste postille possono distribuirsi in tre diverse categorie: alcune di esse ci conservano le prime impressioni che dalla lettura del libro ricevette Galileo; altre rappresentano domande ch’egli si proponeva di fare al plagiario nel pubblico dibattimento che doveva avere con lui; altre finalmente sono appunti per la Difesa. Noi le abbiamo riprodotte tutte e integralmente, anche quelle che ricompariscono, talvolta con le stesse parole, nella Difesa; secondo il solito, abbiamo tenuto conto a piè di pagina degli errori materiali di scrittura, e di ciò che può leggersi sotto le cancellature: e abbiamo poi indicato col carattere spazieggiato le parole dell’Usus che da Galileo furono sottolineate, cercando pure di render conto, meglio che fosse possibile, degli altri segni con cui Galileo in questo esemplare veramente prezioso intese richiamare l’attenzione propria sull’uno o l’altro passo della scrittura del Capra3

  1. Galilaei De Galilaeis, ecc. de proportionum instrumento a se invento, quod merito compendium dixeris universae geometriae, tractatus, rogatu Philomathematicorum a Matthia Berneggero ex italica in latinam linguam nunc primum translatus; adiectis etiam notis illustratus, quibus et artificiosa instrumenti fabrica et usus ulterius exponitur. Argentorati, typis Caroli Kufferi, 1612.
  2. Usus et fabrica circini cuiusdam proportionis per quem fere omnia tum Euclidis tum Mathematicorum omnium problemata facili negotio resolvuntur. Opera & studio Balthesaris Caprae, Nobilis Mediolanensis explicata. Patavii, apud Petrum Paulum Tozziiini, M. DC. VII.
  3. Sul tergo della guardia di questo esemplare è scritta, per di mano di Galileo, una colonnina di numeri, e di fronte a questi è segnato un asterisco: rimandano ad alcune delle pagine dell’Usus dove il Capra chiama il Compasso hoc nostrum instrumentum.