Pagina:Le opere di Galileo Galilei II.djvu/342

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avvertimento. 339

abbiamo, invece, dato luogo all’ultima parte di questo codice, che, sebbene sia compimento dell’opera, è posteriore al resto, e, appunto per ciò, molto più alla stampa del 1606 si avvicina; così che, per leggiere differenze di forma, non poteva mettere conto di riprodurre un tale testo.

Per il medesimo rispetto, cioè della stretta affinità con la stampa, non ci parve avesse sufficiente importanza pubblicare l’altra scrittura contenuta nel codice S. 83 Sup. Questa infatti, concordando con la stampa nella distribuzione dei capitoli (che così sono chiamati quelle che nella stampa sono dette operazioni), ne differisce, più che altro, perchè alcune cose dà in forma più abbreviata, ed alcune ne omette. Soltanto tre operazioni vi sono eseguite in modo diverso, e di esse ci parve bene tener conto (pag. 359-361).

A questi saggi delle scritture che precedettero la stampa del 1606, abbiamo fatto seguire la riproduzione esatta della stampa stessa1. Attenendoci, secondo il nostro istituto, soltanto alle fonti genuine e sicure, abbiamo escluso alcune dimostrazioni dei diversi modi per misurar con la vista per mezzo del quadrante, che erano state aggiunte, ma senza sufficienti ragioni per attribuirle a Galileo, all’ultimo capitolo del Compasso nell’edizione Padovana del 1744 e nelle successive2 : invece, ci siamo attenuti con la più grande fedeltà all’edizione del 1606, fatta non pure sotto gli occhi, ma in casa dell’Autore; e, oltre la correzione degli errori di stampa, e quelle lievissime mutazioni che altre volte ci siamo permesse anche davanti all’autografo, ci siamo discostati da essa soltanto per ciò che risguarda la punteggiatura, rispetto alla quale credemmo doverci riserbare piena libertà, per curarla con diligenza più grande di quella che i nostri antichi non credevano fosse meritata da tali particolari.

A nessuna delle scritture precedenti alla stampa del 1606, e nemmeno a

  1. Le operazioni del Compasso Geometrico et Militare di Galileo Galilei, Nobil Fiorentino, Lettor delle Matematiche nello Studio di Padova. Dedicato al Sereniss. Principe di Toscana, D. Cosimo Medici. In Padova, In Casa dell’autore, Per Pietro Marinelli. MDCVI. Con licenza de i Superiori.— Su questa stampa e sui particolari offerti da alcuni esemplari di essa, cfr. A. Favaro, Rarità bibliografiche galileiane. IV. Le Operazioni del Compasso Geometrico e Militare in Rivista delle Biblioteche. Anno II, Voi. II. Firenze, 1889, pag. 169-173.
  2. Tali dimostrazioni sono tratte dal cod. della Biblioteca Nazionale Marciana CI. IV ital., n. CXXIX, del quale già abbiamo tenuto parola a proposito della Sfera. Questo codice, dopo la Sfera e molte carte bianche, contiene, col titolo «Del modo di misurar con la vista», l’ultimo capitolo del Compasso, premessavi una breve introduzione, e soggiungendo ad ogni operazione la relativa dimostrazione. S’avverta però che, mentre la Sfera porta nel codice stesso il nome di Galileo, questo trattatello è adespoto; inoltre, che il Compasso dopo la stampa del 1606 fu, col consenso dell’Autore, più volte riprodotto ed anche tradotto in latino con note, senza che mai vi siano state aggiunte queste dimostrazioni, sebbene debbano certamente aversi per sincrone con la pubblicazione dell’opera galileiana; e, da ultimo, che le dimostrazioni stesse male convengono con l’indole della scrittura di Galileo, che è più un’istruzione pratica che un trattato scientifico. Del resto, anche in altri manoscritti si trovano altri svolgimenti e dimostrazioni del capitolo sul misurar con la vista, e questi con caratteri intrinseci che esclu dono ogni possibilità d’attribuzione a Galileo: p. e. nel T. VII (car. 48-51) della Par. II dei Mss. Galileiani della Biblioteca Nazionale di Firenze, e nelle car. 82-104 di una cartella relativa al Compasso nella busta della stessa Biblioteca contenente gli appunti del Nelli per la biografia di Galileo. Questi ultimi sono di mano del Viviani e, per quanto pare, da lui stesi.