Pagina:Le opere di Galileo Galilei XVII.djvu/48

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[3449] 20 MARZO 1637. 49

ostinazione, questa difficultà per la fluttuazione della nave sarà anco col tempo facilmente 

superata, come s' è visto di molte altre assai maggiori ed assai manco necessarie ad es- ser superate. V. S. Illustrissima vedrà di più per la detta proposizione, come il Sig. Ga- lilei offerendo di dichiarare il modo per la costruzione dell'efemeridi de' moti regolari de' quattro satelliti di Giove, e d' insegnar la fabbrica dell' orologio da lui trovato, esat- tissimo misuratore del tempo senza errore né anco d'un minuto secondo d'ora in un giorno ne in un mese (aiuto mirabile in tutte l'astronomiche osservazioni); per venire all'effetto di tutte queste gran cose, le quali non si possono sperare da altri che da lui, non avendo per la sua grave età potuto intraprendere un viaggio di tanta distanza per trattar questo suo negozio di presenza, come sarebbe stato assai più opportuno, anzi ne-

cessarlo, pare che quello s'abbia da fare per supplirci sia che con un trattamento con- 

venevole al suo merito, alla dignità del negozio ed alla grandezza e potenza di cotesti Illustrissimi Signori, testificatogli con gli effetti, senza più lunga dilazione, venga ad es- sere indotto ed invitato a dichiarar le cose da lui offerte, perchè il continuare nel modo che si è proceduto fino adesso, gli priva giustamente d'ogni speranza e mette il negozio in termine di perdersi, frustrandone l'autore dell'onore e del premio dovutogli, il mondo universale del benefizio desiderato, e cotesti Illustriss. Signori della gloria dello stabi- limento. Però, con quel maggiore affetto eh' io posso, prego umilmente V. S. Illustrissima di volere abbracciare questo negozio, nel quale non credo poterle essere importuno, anzi,

visto dalla sua generosità, spero che lo giudicherà degno oggetto della sua virtù e d'es- 

ser appoggiato all'autorità di Sua Altezza (* in quanto la gloria di sì nobili e si illustri stabilimenti ridonda principalmente nella gloria de' principi sotto gli auspici de' quali si son fatti, notandosi tra le più segnalate imprese loro, come in Cesare la riformazione del calendario, ed in Ferdinando di Castiglia lo scoprimento dell'Indie; onde Sua Altezza, non cedendo in grandezza d'animo ad alcuno de' detti principi, se sarà informata da V. S. Illustrissima del merito di questo negozio, nobilissimo per la sua origine, essendo deri- vato dal cielo, ed illustrissimo per lo bene universale e perpetuo al genere umano, l'ani- merà senza dubbio a proteggerlo volentieri con l'autorità sua. Il Sig. Heuscherchen ^^', Residente in questa Corte per cotesti Illustrissimi Signori,

col quale ne ho conferito, ostato di parere che ne scrivessi all'Illustrissimo Signor Musch^^), 

Segretario di Stato delle loro Eccellenze, per raccomandargli il negozio, come persona di molta autorità nel Consiglio loro e di gran virtù, al quale ne ho scritto, sebbene più succintamente. Piacerà. a V. S. Illustrissima conferirne con lui, e concertare insieme quello che giudicheranno s'abbia da fare, facendomi il favore di avvisarmene. Il zelo del ben pubblico ed il devotissimo affetto mio verso cotesto trionfante Stato, dal quale prima sono stato mosso, me ne fa desiderare il felice successo per la gloria loro, oltre l' inte- resse dell'autore, persona singolare e d' incomparabil valore, trovandomici in obbligo per suo rispetto, avendo egli in ciò seguito il consiglio che io glie ne ho dato; sicché gli buoni uffici, che V. S. Illustrissima si compiacerà far per il bene del negozio, mi terranno

in obbligo strettissimo e perpetuo verso di lei, pregandola ec. 

(*) Federico Enrico d' Grange. f^) Cornelio Musch. <-) Giovanni Euskercken. XVII. 7