Pagina:Le opere di Galileo Galilei XVII.djvu/62

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[3465-3466] 24 - 25 aprile 1637. 63 mano di problemi, parte fisici e parte matematici, overo un libro di postille fatte a' libri de' miei oppositori, che son molti, e massime doppo la proibizione del Dialogo et il precetto a tutti gl'Inquisitori di non dar licenza che si ristampi alcuna delle mie opere vecchie o 10 che si stampi alcuna delle nuove, onde s' è verificato, come è in pro- verbio : Ognun corre a far legne Air arbore che il vento in terra caccia etc. . RAFFAELLO MAGIOTTI a GALILEO in Firenze. Roma, 25 aprile 1637. Bibl. Naz. Fir. Mss. Gal., P. VI, T. XHI, car. 20. — Autografa. Molto TIV et Ecc."^^ Sig/ e P.ron Oss.^^ S. Non risposi l'ordinario passato a V. S. Ecc.°^^ per esser pur troppo aggravato d'una cattiva febbre, che finalmente mi si è, per gratia di Dio, sgraticciata d'adosso. Feci r imbasciata et i complimenti con l'Abbate Castelli quanto prima potei. Delli orologii non parlo adesso, perchè spero mandargli un pezzo di quella ra- dica ^^', et allora darò minuto ragguaglio del tutto. L'istoria del Sig.^ Marchese e P. Clavio^^^ che V. S. mi racconta intorno alle sue demostrationi^^', fu da me intesa un'altra volta in casa del Sig.^ Ambascia- io tore di Toscana, quand'ella me le promesse ; aggiungo di più, ch'ella mi contò l'avvenimento compassionevole di quel gentil huomo amico suo, che dette in un subito delirio etc. Senza questa notitia, non haverei mai possuto immaginarmi il modo con che questi sacchi di carboni si fussero impossessati di simil gioia. Non l'affaticai al suo ritorno, perchè molto si trattenne in Siena, e d'Arcetri più volte mi significò esser molt'occupata nel perfetionar l'opera della resistenza dei solidi. Non credo che queste demostrationi sieno arrivate in Francia con l'altre opere, perchè il P. Mersenio de' Minimi ^'^^ che ha veduto il libro de motu con l'altre osservationi, di queste non fa mentione alcuna ; e pur è vero ch'egli vuole scompuzzare ogni cosa. Questo frate stampa grandi e molti libracci, cer- 20 cando con lo sgradire altrui d'acquistarsi reputatione, e forse gli riuscirà ap- presso della marmaglia. L'opere che mi sono state prestate di suo, la maggior parte sono in franzese; e mi sa male non esserne padrone, che le manderei, acciò ella le vedesse et a suo tempo e luogo l'arrivassi con qualche frustata. <*> Cfr, n.o 3450, lin. 3. O) Cfr. n.o 3450, lin. 5. <2) GuiDOBALDo DEL Monte e Cristoforo Clavio. (*) Cfr. n.o 3182.