Pagina:Le poesie di Catullo.djvu/97

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trad. da Mario Rapisardi 97


56Nessun guerriero in sua virtù securo
     Del Pelide sfidare osi la mano,
     Allor che nel decenne assedio duro
     Il frigio suol berà sangue trojano,
     E il nipote di Pelope spergiuro
     Adeguerà le troiche mura al piano.
     Su, voi che i fati insiem col fil traete,
     Correte, o fusi, a trarre il fil correte.

57Il suo valore, ogni sua chiara impresa
     Su’ morti figli le madri diranno,
     Quando, il crin bianco tra la polve, offesa
     Con l’egre palme al sen vizzo faranno.
     Siccome il falciator per la distesa
     Bionda de’ campi, allor che ferve l’anno,
     Mietendo atterra il denso grano, Achille
     Prostrerà i Troj col ferro infesto a mille.

58Di sua virtù, del poter suo stupendo
     Sarà del Xanto testimonio il flutto,
     Che al rapido Ellesponto alto volgendo
     Avrà il cammin d’uccisi corpi ostrutto,
     E nella mora dell’eccidio orrendo,
     Ecco, diventerà tiepido tutto.
     Su, voi che i fati insiem col fil traete,
     Correte, o fusi, a trarre il fil correte.