Pagina:Le poesie di Catullo.djvu/98

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98 Le poesie di Catullo


59E dell’estinto attesterà la possa
     La vergine da lui prima rapita,
     Che all’eccelso suo tumulo percossa
     Le nivee lascerà membra e la vita;
     Quando, le mole delle rocche scossa,
     Che intorno ad Ilio avea Nettuno ordita,
     Gli Achei già stanchi della lunga guerra
     Si verseran nella dardania terra.

60L’eminente sepolcro allor bagnato
     Fia del sangue gentil di Polissena:
     Come vittima suol, cui ben temprato
     Ancipite coltel subito svena,
     Ella ad un tratto il corpo inginocchiato
     Mozzo abbandonerà sopra l’arena.
     Su, voi che i fati insiem col fil traete,
     Correte, o fusi, a trarre il fil correte.

61Su dunque, o sposi: il desiderio ardente
     Sia dell’anime vostre alfin compito;
     Mescete i baci, il giovane fervente
     La sposa accolga con felice rito;
     Sia la divina giovane fiorente
     Concessa alfine al cupido marito;
     E voi che i fati insiem col fil traete,
     Correte, o fusi, a trarre il fil correte.