Pagina:Le rime di Lorenzo Stecchetti.djvu/387

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adjecta 355

II.


     Cane ducendo le capelle al pabulo
per lo itinere sacro et infallibile,
sì che, flexo, il propinquo hirco terribile
4non quate più le corna e ’l tintinnabulo.

     Mite cum Beniamin come cum Zabulo,
la dulcedine Sua pare impossibile;
ma ne ’l prelio di Dio, mile invincibile,
8co ’l solo aspecto fa spavento a ’l Diabulo

     Sed mox, alfin la Sua Mansuetudine
il petaso vedrà d’Eminentissimo
11evadendo di poi Beatitudine....

     Ehu, tunc, Te quaeso, Pastor mio sanctissimo,
cedimi el pallio tuo per gratitudine
14et San Jovese havrà culto dignissimo!!