Pagina:Le rime di Lorenzo Stecchetti.djvu/391

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adjecta 359

II.


     Era un duello. Egli m’avea sfidato
prefiggendomi l’armi, il luogo e l’ora.
Io, povero babbeo, ci sono andato,
4ma il prode sfidator non venne fuora.

     Vidi un procurator, qualche avvocato
e i Giudici del campo in mia malora.
Han discusso, han dormito, hanno sudato,
8ma il prode sfidator l’aspetto ancora.

     Solo i padrini suoi disser: — «Sentite:
il condottier che le Romagne ha dome,
11oggi non può venir. Soffre d’otite». —

     Otite? Io le darei tutt’altro nome
e se siamo d’accordo, acconsentite
14ch’io mi diverta col malato.... e come!