Pagina:Le rime di Lorenzo Stecchetti.djvu/390

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358 adjecta

CIARLE

I.


     Mi son lasciato dir: — «Ma non t’avvedi
che non ci garban più questi sonetti,
questi epigrammi a coppia, in cui ci metti
4quel sempiterno Monsignor tra i piedi?

     La storia è lunga ormai più che non credi,
le tue son rifritture e non concetti.
Altro vogliam da te, vecchio Stecchetti,
8e le fischiate avrai se non provvedi» —

     Via, non avete torto, anzi consento
che vi cominci, a diventar stantìo
11questo reverendissimo argomento;

     ma se del poco e vii denaro mio
Monsignor che lo palpa è pur contento,
14lasciate un po’ che me lo goda anch’io.