Pagina:Le rime di Lorenzo Stecchetti.djvu/389

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adjecta 357

II.


     Monsignor che s’annoia in prima classe
a sbadigliar coi salmi dell’Uffizio,
dice: — I fedeli miei pagan le tasse
4perchè la ferrovia faccia il servizio

     ed invece il cuscino è come un’asse,
l’imbottitura è peggio d’un cilizio
e, senza molle, le mie parti grasse
8non me le sento più. Sono al supplizio!

E poi, la cioccolata era brodosa,
il consommè pareva stato in gelo....
11Ah, che martirio, giurammio, che prosa!

     Certo che il pellegrin soffre pel cielo,
ma il comodaccio suo, che bella cosa!...
14Questa è la fede vera ed è il Vangelo.