Pagina:Le rime di Lorenzo Stecchetti.djvu/622

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590 adjecta.


     O patria sventurata,
tu non sei dunque più che un nome vieto?
     O libertà giurata,
20ti si può confiscar con un decreto?

     Dunque in faccia vi suona
del prete vincitor beffardo il canto
     e Roma vinta intuona
24le cupe salmodìe dell’Anno Santo?

     Dunque l’onta e la fame
son guadagno de’ ladri alle masnade
     e come fango infame
28tutto la maffia e la camorra invade? —

     Ah, la tua tomba cheta
che una spada t’aprì, lascia per noi;
     canta, civil poeta,
32di Leonida l’inno e degli eroi!

     Alla pazzia feroce
scaglia le strofe tue come rampogna;
     la generosa voce
36alza in faccia agli eroi della vergogna.

     Vieni, poeta, e canta
la strofa di Tirteo viva e sonora....
     Chi sa? Forse la santa
40fiamma in Italia non è spenta ancora!