Pagina:Le rivelazioni impunitarie di Costanza Vaccari-Diotallevi.djvu/165

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viene spessissimo in Roma. È da optarsi che nè i! Piombino, nè il Fiano poterono assumere alcuna; carica, emigrando anch’essi quasi unitamente al Lucciani,1 ed il De Angelis ha ricusato sempre fermamente di riceverne alcuna delle primarie.

Fu il Gulmanelli Luigi in quella qualifica sino al carnevale 1861, epoca nella quale gli fu dal Governo pontificio intimata la partenza in termine di tre giorni unitamente al signor Domenico Gelsi (marito della Enrichetta Sostenti da me già citata); ma esso Gelsi ottenne due altri giorni di dilazione per parte di non so qual personaggio del Governo pontificio, e il Luigi; partì e lasciò al suo posto Augusto Gulmanelli suo fratello minore.

Il Fausti non volle coprire detta carica a motivo de’ suoi impieghi, assumendosi però la responsabilità dell’andamento di tutta la squadra scolareccia della Sapienza, e di tutti i professori ed impiegati pontifici!.2

La presente nota puole liberamente inserirla nel Processo, rispondendo io della verità di quanto dissi.

Costanza Vaccari Diotallevi.



XXIV.

Rivelo in forma legale sugli impiegati traditori.

Addì 14 luglio 1862.3

Ritengo necessario che con più riserva ed in fogli separati siano assunte altre manifestazioni che io per la

  1. Di bene in meglio: il principe e il duca di Fiano partirono molto tempo dopo che il Gulmanelli era stato esiliato!

    C. N. R.

  2. Qui il Fausti diventa responsabile dell’andamento degl’impiegati pontificii. La Sibilla mutata in denunciarne parla del 1861. E non si sovvenne di questa qualifica del Fausti nè quando rivelò gl’impiegati traditori; nè quando parlò altre volte di lui! Difetto di memoria!...

    C. N. R.

  3. È una parte della Minuta del Rivelo e degli originali della Diotallevi, tradotta in forma legale. Essa riguarda gl’impiegati traditori. Il lettore confronti quest’atto con quelli. La memoria della Sibilla si è fatta sempre più lucida, ha ricordato molti altri nomi, sino più di 50 guardie palatine!!

    C. N. R.