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LE SELVE ARDENTI 195

— E che cosa fate?

— Aspetto.

— Che qualche vecchio pino ci cada addosso e ci accoppi tutti? —

John, invece di rispondere, fece fare al suo mustano un mezzo giro e lo spinse verso una fitta macchia di cornioli e di rose canine.

Subito i rami si aprirono violentemente ed una intera famiglia d’orsi grigi, i più audaci della razza ed i più difficili ad abbattersi per la loro corporatura enorme e l’ossatura fortissima, si fece innanzi, sbarrando il passo ai cavalieri.

Era composta d’un vecchio maschio, lungo quasi due metri, di una femmina, che di poco gli rimaneva indietro come mole, e di tre orsacchiotti, già grossi come vitelli, e quindi in grado di assalire e di far buon uso dei loro denti d’acciaio e dei loro artigli.

— Che cosa dite, Sandy-Hook? ― chiese l’indian-agent, puntando la carabina.

— Che avremo molto da fare a sbrigarcela con questa famiglia di furfanti. —

Il maschio si era subito alzato sulle zampe posteriori, tentando di aggredire l’indian-agent che stava più vicino alla macchia.

Faceva veramente paura con quel suo pelo arruffato per la collera e coll’imponente statura.

— Serbate i colpi per gli altri! — gridò l’indian-agent, il quale non aveva perduto il suo sangue freddo. — Questa sera avremo dei prosciutti.

E fece fuoco mirando il cuore del plantigrado; ma proprio in quel momento il suo mustano fece una scarto improvviso, sicchè la palla non produsse che una ferita sul muso del bestione, ben poca cosa per animali che possono resistere perfino ad una diecina di proiettili.

Anche Sandy-Hook ed Harry, i quali stentavano pure a frenare i loro cavalli, avevano subito fatto fuoco.

L’orso grigio traballò un istante sotto l’urto delle palle che gli erano entrate nel petto, mandò un urlo feroce e si slanciò contro l’indian-agent.

Come abbiamo detto, il mustano, còlto da un pazzo terrore, spiccava salti indiavolati, non obbedendo più alle briglie.

Ma il vecchio scorridore non era uomo da lasciarsi sorprendere. Rapido come un fulmine estrasse la grossa rivoltella e fece scattare tutti gli otto colpi, mentre il signor Devandel e Giorgio tiravano sull’orsa che si lanciava pure all’attacco.

Lord Wylmore, sempre egoista, era rimasto fermo sul suo cavallo, non ancora spaventato, pronto a difendere animosamente la propria pelle ma non quella degli altri.