Pagina:Leibniz - La Monadologia, 1856.djvu/14

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seri: e se le sostanze semplici nulla differissero nella qualità, non vi sarebbe modo di scorgere alcun cambiamento nelle cose, poichè ciò che è nel composto non può derivare che dagli elementi semplici; e se le monadi fossero senza qualità, sarebbero indistinguibili l’una dall’altra, mentre non differiscono nella quantità; e per conseguenza, concedendosi il pieno, ciascun luogo non riceverebbe mai nel movimento, se non l’equivalente di ciò che conteneva, e uno stato di cose non sarebbe distinguibile dall’altro.

9. È ancora necessario che ciascuna monade sia differente da ciascun’altra, perchè non si danno in natura due esseri, i quali siano perfettamente eguali l’uno all’altro, e dove non sia possibile di scoprire una differenza interna, o fondata sopra una denominazione intrinseca.

10. Pongo eziandio come concesso, che ogni essere creato è soggetto a mutamento, e quindi anche la monade creata; e di più ancora che questo mutamento si è continuo in ciascuna.

11. Segue da ciò che i mutamenti naturali delle monadi nascono da un principio interno, poichè una causa esterna non potrebbe operare nel loro interiore. (1)


  1. Ecco la prima conseguenza dell’errore notato al § 7.°, dal quale discende veramente tutta quanta la serie di errori, che si frammischiano alle profonde verità esposte in questo prezioso trattato. Poichè se le monadi non potessero agire l’una sull’altra, sarebbe necessario attribuire ogni loro mutamento all’interna natura di se stesse, e sarebbe pur necessario pervenire direttamente al sistema dell’armonia prestabilità, quale è immaginato da Leibniz. Ma il vero è che le monadi operano senza ostacolo fra loro, quantunque non conosciamo il modo, con cui succedono tali operazioni.