Pagina:Leibniz - La Monadologia, 1856.djvu/20

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25. Di tal modo noi vediamo che la natura ha dato percezioni distinte agli animali per le cure, che si è tolta di fornir loro organi, i quali riuniscono molti raggi di luce, o molte ondulazioni dell’aria, sicchè abbiano maggiore efficacia nella loro unione. Vi ha un non so che di somiglievole nell’odore, nel gusto, e nel tatto, e forse in una quantità d’altri sensi, che ci sono ignoti. Spiegherò or ora come ciò che ha luogo nell’anima rappresenti ciò che si fa negli organi.

26. La memoria fornisce una specie di consecuzione alle anime che imita la ragione, ma che ne deve essere distinta. Vediamo in fatti che gli animali, avendo la percezione di qualche cosa, che li colpisce, e di cui hanno per lo innanzi avuto una simile percezione, attendono per la rappresentazione della memoria a ciò che fu congiunto alla precedente percezione, e sono condotti a sentimenti simili a quelli, che ebbero allora; ad esempio, mostrandosi ai cani il bastone, essi rammentano il dolore, che loro ha cagionato, gridano e fuggono. (1)

  1. È da considerarsi il sano avviso di Leibniz, il quale concede ai bruti un grado d’intelligenza, cioè la memoria e la percezione; mentre altri Filosofi, tra’ quali Cartesio, Spinosa ed anche l’illustre Rosmini, disdicono loro ogni maniera di conoscenza, dotandoli unicamente della sensibilità o rifiutando loro pur questa. Anche l’intelligenza nell’ordine delle esistenze si manifesta gradatamente, e comincia a scoprire i primi lumi nelle varie specie di bruti, conseguendo nell’uomo la massima perfezione. Nè ciò che distingue l’uomo dai bruti è la presenza, o la mancanza assoluta della intelligenza; ma, ciò che manca ai bruti, è la contemplazione delle idee universali ed astratte, e quindi l’esercizio riflessivo della ragione, che è esclusivamente nell’uomo. I bruti partecipano alle facoltà conoscitive in-