Pagina:Leibniz - La Monadologia, 1856.djvu/23

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primitivi, che non potrebbero essere provati, e non ne hanno neppure bisogno, e sono le enunciazioni identiche, il cui opposto contiene una manifesta contradizione.

36. Ma la ragione sufficiente si deve altresì trovare nelle verità contingenti o di fatto, cioè a dire nella successione delle cose sparse per l’universo delle creature, ove la risoluzione in ragioni particolari potrebbe andare a minutaglie senza fine, a causa della varietà immensa delle cose della natura e della divisione dei corpi all’infinito. Vi ha una infinità di figure, e di movimenti presenti e passati, i quali entrano nella causa efficiente di questo mio scritto: vi ha una infinità di piccole inclinazioni e disposizioni della mia anima presenti e passate, che entrano nella causa finale.

37. E siccome ogni più minuto particolare involge altri contingenti anteriori, o più particolareggiati, ciascuno de’ quali ha eziandio bisogno d’una simigliante analisi per averne la ragione; così non siamo andati più oltre, ed è mestieri, che la ragione sufficiente, o ultima, sia fuori del seguito o della serie di questa particolarità delle contingenze, qualunque infinito ne potesse conseguitare.

38. E per tal modo la ultima ragione delle cose deve essere in una sostanza necessaria, in cui il particolare dei mutamenti non sia che eminentemente come nella sorgente, ed è ciò che noi chiamiamo Dio.

39. Ora cotal sostanza essendo una ragione sufficiente di ogni particolare, il quale è altresì legato a tutto l’universo, ne seguita, che non vi ha che un Dio, e questo Dio basta a tutto.

40. Di quindi possiamo ancora argomentare che