Pagina:Leibniz - La Monadologia, 1856.djvu/28

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54. E tal ragione non può trovarsi che nella convenienza nei gradi di perfezione che questi mondi contengono, avendo ciascun possibile diritto alla esistenza a misura della perfezione che vi si esprime.

55. E ciò è la causa dell’esistenza del migliore, che la saggezza fa conoscere a Dio, che la bontà gli fa scegliere, e la potenza produrre.

56. Dunque questo legame, o vogliamo dire accordo di tutte le cose create rispetto ciascuna, e di ciascuna rispetto a tutte le altre, fa che ogni sostanza semplice abbia delle relazioni, che esprimono tutte le altre, e che ella sia per conseguenza uno specchio vivente perpetuo dell’universo (1).

57. E siccome una medesima città riguardata da differenti lati pare tutt’altra, ed è come moltiplicata prospettivamente, avviene in egual modo che per la moltitudine infinita delle sostanze semplici vi abbia come altrettanti differenti universi, che tuttavia non sono che le prospettive d’un solo, secondo i differenti punti di vista di ciascuna monade.

58. È questo il modo di ottenere tanta varietà,

  1. Questa rappresentazione, che ogni monade ha dell’universo, deve per molti riguardi esser riconosciuta vera, quantunque non si possa ammettere interamente il pensiero di Leibniz, il quale con mirabile sottigliezza dalle idee, che ha Iddio di ogni monade, deduce l’accordo, che deve essere fra quelle idee, e per conseguenza anche fra le monadi: e da tale accordo arguisce che ogni monade ha dei modi relativi a tutte le altre monadi, e per conseguenza ciascuna monade ha qualche cosa in sè che riferendosi alle altre deve essere adattato alla natura di tutte le monadi, e perciò che sia rappresentativo di queste. Mirabile argomentazione, e degna di sì alto Filosofo!