Pagina:Leonardo - Trattato della pittura, 1890.djvu/161

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a 231] trattato della pittura - parte seconda 87

227. Della natura de’ colori de’ campi sopra i quali campeggia il bianco.

La cosa bianca si dimostrerà più bianca se sarà in campo più oscuro, e si dimostrerà più oscura se sarà in campo più bianco; e questo ci ha insegnato il fioccar della neve, la quale, quando noi la vediamo nel campo dell’aria, ci pare oscura, e quando noi la vediamo in campo d’alcuna finestra aperta, per la quale si veda l’oscurità dell’ombra di essa casa, allora essa neve si mostrerà bianchissima; e la neve d’appresso ci pare veloce, e la remota tarda; e la neve vicina ci pare di continua quantità, ad uso di bianche corde, e la remota ci pare discontinuata.


228. De’ campi delle figure.

Delle cose d’egual chiarezza, quella si dimostrerà di minor chiarezza, la quale sarà veduta in campo di maggior bianchezza; e quella parrà più bianca, che campeggerà in spazio più oscuro; e l’incarnata parrà pallida in campo rosso, e la pallida parrà rosseggiante essendo veduta in campo giallo; e similmente i colori saranno giudicati quello che non sono mediante i campi che li circondano.


229. De’ campi delle cose dipinte.

Di grandissima dignità è il discorso de’ campi, ne’ quali campeggiano i corpi opachi vestiti d’ombre e di lumi, perchè a quelli si conviene avere le parti illuminate ne’ campi oscuri, e le parti oscure nei campi chiari, siccome in parte in margine ho dimostrato.


230. Di quelli che in campagna fingono la cosa più remota farsi più oscura.

Molti sono che in campagna aperta fanno le figure tanto più oscure quanto esse sono più remote dall’occhio; la qual cosa è in contrario, se già la cosa imitata non fosse bianca, perchè allora accadrebbe quello che di sotto si propone.


231. De’ colori delle cose remote dall’occhio.

L’aria tinge più gli obietti che essa separa dall’occhio del suo colore, quanto essa sarà di maggior grossezza. Adunque, avendo l’aria diviso un obietto oscuro con grossezza di due miglia, essa lo tinge più che quella che ha la grossezza di un miglio. Risponde qui l’avversario e dice che i paesi hanno gli alberi di una