Pagina:Leonardo - Trattato della pittura, 1890.djvu/162

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
88 leonardo da vinci [§ 231

medesima specie più oscuri da lontano che d’appresso, la qual cosa non è vera se le piante saranno eguali e divise da spazi; ma sarà ben vera se i primi alberi saranno rari, e vedrassi la chiarezza de’ prati che li dividono, e gli ultimi saranno spessi, come accade nelle rive e vicinità de’ fiumi, che allora non si vedono spazi di chiare praterie, ma tutti insieme congiunti, facendo ombra l’uno sopra l’altro. Ancora accade che molto maggiore è la parte ombrosa delle piante che la luminosa, e per le specie che manda di sè essa pianta all’occhio, si mischiano in lunga distanza, ed il colore oscuro che si trova in maggior quantità più mantiene le sue specie che la parte meno oscura; e così esso misto porta seco la parte più potente in più lunga distanza.


232. Gradi di pittura.

Non è sempre buono quel che è bello; e questo dico per quei pittori che amano tanto la bellezza de’ colori, che non senza gran coscienza danno lor debolissime e quasi insensibili ombre, non stimando il loro rilievo. Ed in questo errore sono i belli parlatori senza alcuna sentenza.


233. Dello specchiamento e colore dell'acqua del mare veduto da diversi aspetti.

Il mare ondeggiante non ha colore universale, ma chi lo vede da terraferma, lo vede di colore oscuro, e tanto più oscuro quant’esso è più vicino all’orizzonte, e vi vede alcun chiarore, ovvero lustri, che si muovono con tardità ad uso di pecore bianche negli armenti; e chi vede il mare stando in alto mare lo vede azzurro; e questo nasce perchè da terra il mare pare oscuro, perchè tu vedi in esso le onde che specchiano l’oscurità della terra, e da alto mare paiono azzurre, perchè tu vedi nelle onde l’aria azzurra da tali onde specchiata.


234. Della natura de’ paragoni.

I vestimenti neri fanno parer le carni de’ simulacri umani più bianche che non sono, e i vestimenti bianchi fanno parere le carni oscure, ed i vestimenti gialli le fanno parere colorite, e le vesti rosse le dimostrano pallide.


235. Del colore dell’ombra di qualunque corpo.

Mai il colore dell’ombra di qualunque corpo non sarà vera nè propria ombra, se l’obietto ch’essa adombra non è del colore del corpo da esso ombrato. Diremo, per esempio, che io abbia un’abitazione della quale le pareti sieno verdi; dico: