Pagina:Leonardo - Trattato della pittura, 1890.djvu/164

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90 leonardo da vinci [§ 240

Adunque il verde delle campagne si trasmuterà più nell’azzurro che non fa il giallo o il bianco; e così di converso il giallo e il bianco si trasmuteranno meno che il verde ed il rosso.


241. De’ colori.

I colori posti nelle ombre parteciperanno tanto più o meno della loro natural bellezza, quanto essi saranno in maggiore o minore oscurità. Ma se i colori saranno situati in spazio luminoso, allora essi si mostreranno di tanto maggior bellezza quanto il luminoso sarà di maggior splendore. — Avversario: Tante sono le varietà de’ colori delle ombre, quante sono le varietà de’ colori delle cose adombrate. — Risposta: I colori posti nelle ombre mostreranno infra loro tanto minor varietà quanto le ombre che vi sono situate saranno più oscure, e di questo ne son testimoni quelli che dalle piazze guardano dentro le porte de’ tempî ombrosi, dove le pitture vestite di varî colori appariscono tuttora vestite di tenebre.


242. De’ campi delle figure de’ corpi dipinti.

Il campo che circonda le figure di qualunque cosa dipinta deve essere più oscuro che la parte illuminata d’esse figure, e più chiaro che la loro parte ombrosa.


243. Perchè il bianco non è colore.

Il bianco non è colore, ma è in potenza ricettiva d’ogni colore. Quando esso è in campagna alta, tutte le sue ombre sono azzurre, e questo nasce per la quarta, che dice: la superficie d’ogni corpo opaco partecipa del colore del suo obietto. Adunque tal bianco essendo privato del lume del sole per interposizione di qualche obietto inframmesso fra il sole ed esso bianco, resta tutto il bianco, che vede il sole e l’aria partecipante del colore del sole e dell’aria, e quella parte che non è veduta dal sole1 resta ombrosa partecipante del colore dell’aria; e se tal bianco non vedesse la verdura della campagna insino all’orizzonte, nè ancora vedesse la bianchezza di tale orizzonte, senza dubbio esso bianco parrebbe essere del semplice colore del quale si mostra essere l’aria.


244. De’ colori.

Il lume del fuoco tinge ogni cosa in giallo; ma questo non apparirà esser vero, se non al paragone di cose illuminate dall’aria; e questo paragone si potrà vedere

  1. Nel codice: «che non è del sole».