Pagina:Leonardo - Trattato della pittura, 1890.djvu/172

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98 leonardo da vinci [§ 260

il quale sia bene proporzionato, è dieci de’ suoi volti, e la larghezza delle spalle è due d’essi volti: e così tutte le altre lunghezze sopradette son due d’essi volti; ed il resto si dirà nell’universale misura dell’uomo.


261. Come i puttini hanno le giunture contrarie agli uomini nelle loro grossezze.

I putti piccoli hanno tutti le giunture sottili, e gli spazi posti fra l’una e l’altra sono grossi; e questo accade perchè la pelle sopra le giunture e sola senz’altra polpa che di natura di nervo, che cinge e lega insieme le ossa, e la carnosità umorosa si trova fra l’una e l’altra giuntura inclusa fra la pelle e l’osso; ma perchè le ossa sono più grosse nelle giunture che fra le giunture, la carne, nel crescere dell’uomo, viene a lasciare quella superfluità che stava fra la pelle e l’osso, onde la pelle s’accosta più all’osso, e viene ad assottigliare le membra; sopra le giunture non v’essendo che la cartilaginosa e nervosa pelle, non può disseccare, e non disseccando, non diminuisce; per queste ragioni i puttini sono sottili nelle giunture, e grossi fra le giunture stesse, come si vede le giunture delle dita, braccia e spalle sottili, e con cavi fusi;1 e gli uomini per lo contrario esser grossi in tutte le giunture, dita, braccia e gambe; e dove i puttini hanno in cavo,2 essi aver di rilievo.


262. Delle differenti misure che v’hanno fra i putti e gli uomini.

Fra gli uomini ed i puttini trovo gran differenza di lunghezze dall’una all’altra giuntura, imperocchè l’uomo ha dalla giuntura della spalla al gomito, e dal gomito alla punta del dito grosso, e da un omero della spalla all’altra due teste per pezzo, ed il putto ne ha una, perchè la natura compone prima la grandezza della casa dell’intelletto, che quella degli spiriti vitali.


263. Delle giunture delle dita.

Le dita della mano ingrossano le loro giunture per tutti i loro aspetti quando si piegano, e tanto più s’ingrossano quanto più si piegano, e così diminuiscono quanto più le dita si addrizzano; il simile accade delle dita de’ piedi, e tanto più si varieranno quanto esse saranno più carnose.


  1. Nell’edizione romana, 1817: «e concave»; forse: «e cavi fuori».
  2. Nel codice: «in fuori».