Pagina:Leonardo da Vinci scienziato.djvu/7

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anche strani, poco a poco se ne persuadevano e ad essi si incatenavano con l’intelletto e la volontà, e quindi per amor proprio non osavano mai di ricredersi.

Intanto, il nostro artista scienziato, dopo aver creato nel suo pensiero una nuova dottrina col sostituire la esperienza alla indagine verbale, si ribellò completamente agli scolastici, che però combatteva con misura, per la mitezza del suo carattere, ma facendo conto che la loro scienza non esistesse. Adunque Leonardo fu un libero spirito moderno, un audace e sicuro novatore.

Si può ritenere per cosa probabile che i primi saggi della sua opera rinnovatrice nella scienza della natura, abbia avuto occasione di mostrarli nelle riunioni dei suoi discepoli all’Accademia di L. d. V. istituita da Ludovico, alla quale intervenivano gli ammiratori del di lui genio e della di lui bontà. Però degli argomenti trattati a voce intorno alla scienza in quell’Accademia, che ebbe vita breve, non si hanno notizie sicure.

Certo è che se Leonardo si era infastidito del metodo e della scienza degli scolastici, bisogna dire che grande era l’acutezza della sua mente, e grande la sua volontà per staccarsi dagli uomini di quella civiltà informata di scolastica e di umanesimo, dal quale non si lasciò vincere, perchè esso rimaneva totalmente nei libri. Agli umanisti entusiasti Leonardo rispondeva che il bel parlare non è che il ben pensare; e pare che avesse ragione, poichè è oggi riconosciuto non solo come il precursore della scienza moderna, ma altresì come il precursore dello stile naturale, ed ha meritato anche queste parole: « leggi gli scritti di lui per vedere a qual grado di gagliardia, di densità, di concisione e di limpidezza possa arrivare nella scienza chi ha osservazioni profonde e grandi pensieri da esprimere; che quadri stupendi di colorito e di evidenza riesca a dipingere con la penna chi ha delle cose la visione netta, luminosa e immensa, che egli aveva ».

Sarà difficile ai biografi dire che cosa egli apprese dagli antichi e dai contemporanei, i libri dei quali consultava per