Pagina:Leonardo prosatore.djvu/126

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bili potranno essere note alla cognizione dell’omo, e che esso largamente potrà provvedere alla ruina di quello strumento del quale lui s’è fatto anima e guida.

{{ct|f=110%|t=2|v=1|Perchè si sostiene l’uccello sopra dell’aria1. L’aria che con più velocità di mobile è percossa, con maggior somma di se medesima si condensa.

Questo si pruova perchè mai il men denso corpo frussibile sosterrà sopra di sè il più denso, come per isperienza si vede l’ancudine notare sopra il bronzo fonduto, e l’oro e l’argento liquefatto stare sotto la fusione del piombo; e per questo, essendo l’aria corpo atto a condensarsi in se medesima, quando essa è percossa da moto di maggior velocità che non è quel della sua fuga, essa si prieme in se me-

  1. Il principio del più pesante dell’aria, studiato da Leonardo nel volo degli uccelli per giungere a un’applicazione per il volo umano, è il principio — base dell’aviazione moderna.}} Gli studi di Leonardo sul volo degli uccelli sono di tal perfezione che solo vennero uguagliati, non sorpassati. Al principio del più pesante si venne solo ultimamente; da prima trionfava l’altro del più leggero dell’aria. — Gli studi di L. si dividono in due fasi: nella 1a Egli tenta d’applicare all’uomo un congegno alato, che con l’uomo stesso diventi un solo strumento; nella 2a idea e disegna un congegno in tutto simile all’areoplano, congegno staccato dall’uomo, e che l’uomo doveva solo governare. Gli mancò, per l’applicazione pratica, il mezzo per sollevare l’apparecchio ideato, ossia il motore.