Pagina:Leonardo prosatore.djvu/127

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desima, e si fa in fra l’altra aria a similitudine del nuvolo, cioè di quella densità.

Ma quando l’uccello si trova infra ’l vento, esso po sostenersi sopra di quello, sanza battere l’alie, perchè quello offizio che fa l’alia contro all’aria, stando l’aria sanza moto, tal fa l’aria mossa contro all’alie, essendo quelle sanza moto.

OSSERVAZIONI SUL VOLO DEI RAPACI.

Il cortone.

Quando l’uccello ha gran larghezza d’alie e poca coda, e che essi si voglia inalzare, allora esso alzerà forte le alie, e girando riceverà il vento sotto l’alie, il qual vento facendosegli intorno lo spingerà molto con prestezza, come il cortone, uccello di rapina ch’io vidi andando a Fiesole sopra il loco di Barbiga nel 5 [1605] addì 14 di Marzo.

Il nibbio.

Il nibbio e li altri uccelli che battan poco le alie, vanno cercando il corso del vento e quando il vento regnia in alto, allora essi fieno veduti in grande altura, e se regnia basso, essi stanno bassi.

Quando il vento non regnia nell’aria, allora il nibbio batte più volte l’alie nel suo volare, in modo tale che esso si leva in alto e acquista impeto; esso poi declinando alquanto, va lungo spazio sanza bat-