Pagina:Leonardo prosatore.djvu/137

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
133


di mente divina, imperochè con libera potestà discorre alla generazione di diverse essenzie di varii animali, piante, frutti, paesi, campagne, ruine di monti, loghi paurosi e spaventevoli, che danno terrore alli loro risguardatori, e ancora lochi piacevoli, suavi e dilettevoli di fioriti prati con vari colori, piegati da suave onde, dalli suavi moti di venti, riguardando dietro al vento che da loro si fugie; fiumi discendenti co’ li empiti de’ gran diluvii dalli alti monti, che si cacciono inanti le deradicate piante miste co’ sassi, radici, terra e schiuma, cacciandosi inanzi ciò che si contrapone alla sua ruina; e il mare con le sue procelle contende e fa essa zuffa co’ li venti, che con quello conbatteno, levandosi in alto co’ le superbe onde, e cade, e di quelle minando sopra del vento che percote le sue base, e lui richiudendo e incarcerando sotto di sè, quello straccia e divide. Misciandolo con le sue turbide schiume, co’ quello sfoga l’arrabbiata sua ira; alcuna volta superato dai venti si fuggie dal mare1, scorrendo per l’alte ripe delli vicini promontori, dove superate le cime de’ monti, discende nelle opposite valli; e parte [resta] predata dal furore de’ venti; e parte se ne fuggie dalli venti ricadendo in pioggia sopra del mare; e parte ne discende ruinosamente delli alti promontorii, cacciandosi inanzi ciò che s’oppone alla sua ruina; e spesso si scontra nella sopravegnente onda, e con quella urtandosi, si lev’al cielo, empiendo l’aria di confusa e

  1. I cavalloni marini sorpassano le rive.