Pagina:Leonardo prosatore.djvu/139

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fumo delle spaventevoli e mortali machine, misto co’ la spessa polvere intorbidatrice dell’aria, e la paurosa fuga de li miseri spaventati dalla orribile morte, in questo caso il pittore ti supera, perchè la tua penna fia consumata, innanzi che tu descriva appieno quel che immediate il pittore ti rappresenta co’ la sua scienzia, e la tua lingua sarà impedita dalla sete, e il corpo dal sonno e dalla fame, prima che tu co’ parole dimostri quello che in un istante il pittore ti dimostra. Nella qual pittura non manca altro che l’anima delle cose finte, e in ciascun corpo è l'integrità di quella parte, che per un sol aspetto può dimostrarsi, il che lunga e tediosissima cosa sarebbe alla poesia, a ridire tutti li movimenti de li operatori di tal guerra, e le parti delle membra, e lor ornamenti, delle quali cose la pittura finita con gran brevità e verità ti pone innanzi; e a questa non manca se non il romore delle machine, e le grida de li spaventanti vincitore, e le grida e pianti de li spaventati, le quali cose ancora il poeta non può rappresentare al senso dell’audito. Diremo adunque che la Poesia essere scienzia che sommamente opera nelli orbi, e la Pittura fare il medesimo nelli sordi. Ma tanto resta più degna la Pittura, quanto ella serve a miglior senso.

Solo il vero uffizio del poeta è fingere parole di gente che insieme parlino, e sol queste rappresenta al senso dell’audito tanto come naturali, perchè in se sono naturali create dall’umana voce, e in tutte l’altre consequenzie è superato dal pittore. Ma molto più sanza comparazione son le varietà in che s’astende la Pittura che quelle in che s’astendono le pa-