Pagina:Leonardo prosatore.djvu/157

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

153


[non] pigliavano per altere altro che la natura, maestra de’ maestri, s’affaticavano invano.

Così voglio dire di queste cose matematiche1, che quegli, che solamente studiano gli alteri e non l'opre di natura, son per arte nipoti, non figlioli d’essa natura, maestra de’ boni alteri. Odi somma stoltizia di quelli i quali biasimano coloro che ’mparano da la natura, lasciando stare gli alteri, discepoli d’essa natura!2

Imitazione.

L’imitazione delle cose antiche è più laldabile che le moderne.

Composizione d’un animale fantastico

mediante particolari naturalistici.

Tu sai non potersi fare alcune animale il qual

non abbi le sua membra ciascuna per sè a similitudine con qualcuno de li altri animali. Adunque se voli fare parere naturale une animale finto da te (diciamo che sia uno serpente), piglia per la testa una di mastino e bracco, e per li occhi di gatta, e

  1. Che han fondamento scientifico.
  2. Cfr. L. B. Alberti, Trattato della Pittura, L. III, cap. IV e VI sulla necessità di non ritrarre da altri pittori e neppur di creare di propria mente, ma di prendere a modello la Natura.