Pagina:Leonardo prosatore.djvu/205

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L’aria sia piena di saettume di diverse ragione: chi monti, chi discenda, qual sia per linia piana; e le ballotte delli scoppietti sieno accompagnate d’alquanto fumo dirieto al lor corso.

E le prime figure farai polverose i capegli e ciglia e altri lochi piani, atti a sostenere la polvere. Farai i vincitori correnti co’ capegli e altre cose leggeri sparsi al vento: colle ciglia basse, e’ cacci i contrari membri innanzi, cioè se manderà innanzi il piè destro, che ’l braccio stanco ancor lui venghi innanzi. E se farai alcuno caduto, fara’gli il segnio dello isdrucciolare su per la polvere condotta in sanguinoso fango, e intorno alla mediocre liquidezza della terra farai vedere istampite le pedate degli omini e cavalli de lì passati.

Farai alcun cavallo stracinare morto il suo signiore, e dirieto a quello lasciare per la polvere e fango il segnio dello stracinato corpo.

Farai li vinti e battuti pallidi, colle ciglia alte nella lor congionzione, e la carne, che resta sopra loro, sia abbondante di dolente crespe. Le fauci del naso sieno con alquante grinze partite in arco dalle anarise e terminate nel prencipio dell’occhio; le anarise alte, cagion di dette pieghe; le labbra arcate scoprino i denti di sopra, i denti spartiti in modo di gridare con lamento, l’una delle mani faccia scudo ai paurosi occhi, voltando il dentro1

inverso il nimico, l’altra stia a terra a sostenere il levato busto.

  1. La palma.