Pagina:Leonardo prosatore.djvu/219

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Delle qualità del lume per ritrare rilevi naturali o finti.

Il lume tagliato dalle ombre con troppa evidenzia è somamente biasimato apresso de’ pittori; onde per fugire tale inconveniente, se tu depingi li corpi in campagna aperta, farai le figure non aluminate dal sole, ma fingi alcuna qualità di nebbia o nuvoli transparenti essere interposti infra l’obbietto e ’l sole, onde, non essendo la figura del sole espedita, non saranno espediti i termini de’ l’ombre co’ termini de’ lumi.


Debbesi per lo pittore porre, nelle figure e cose remote da l’occhio, solamente le macchie, ma non terminate, ma di confusi termini. E sia fatta la elezione di tale figure quando è nuvolo o in sulla sera, e sopra tutto guardarsi, come ho detto, di lumi o ombre terminate, perchè paiono poi tinte quando tu le vedi da lontano, e riescono opere difficili1 sanza grazia. E àiti a ricordare che mai l’ombre sieno di qualità che per la loro oscurità tu abbia a perdere il colore ove si causano, se già il loco, dove li corpi sono situati, non fusse tenebroso. E non fare profili, non disfilar capegli, non dare lumi bianchi, se no nelle cose bianche, e ch’essi lumi abbino a dimostrare la prima bellezza del colore dove si posano.


  1. Dure.