Pagina:Leonardo prosatore.djvu/233

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

229


Del principio d’una pioggia.

La pioggia cade infra l’aria, quella oscurando con livida tintura, pigliando da l’un de’ lati il lume del sole, e l’ombre dalla parte opposita, come far si vede alle nebbie, e scúrasi la terra, che da tal pioggia l’è tolto lo splendore del sole; e le cose vedute di là da essa sono di confusi e inintelligibili termini, e le cose che saranno più vicine all’occhio fieno più note; e più note saranno le cose vedute nella pioggia ombrosa che quelle della pioggia alluminata, e questo accade perchè le cose vedute nelle ombrose piogge solo pèrdeno li lumi principali, ma le cose che si veggono nelle luminose perdono il lume e l’ombre, perchè le parti luminose si mischiano co’ la luminosità della alluminata aria, e le parti ombrose sono rischiarate dalla medesima chiarezza della detta aria alluminata.

De’ nuvoli sotto la luna.

Il nuvolo che si trova sotto la luna è più scuro che nessuno degli altri, e li più remoti sono più chiari; e la parte del nuvolo ch’è trasparente, dentro e infra li stremi d’esso nuvolo, par più chiaro ch’alcun’altra simile parte ch’è nelle trasparenzie delli nuvoli più remoti, perchè in ogni grado di distanzia il mezzo de’ nuvoli si fa più chiaro, e le lor parti chiare si fanno più opache, rosseggianti di mortifi-