Pagina:Leonardo prosatore.djvu/234

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
230


cato rossore1; e li stremi delle loro oscurità entraviste nella trasparente loro chiarezza sono di termini fumosi e confusi, e ’l simile fanno li stremi delle loro chiarezze che terminano co’ l’aria. E li nuvoli di piccola grossezza son tutti trasparenti, e più inverso il mezzo che nelli stremi, ch’è colore smorto rosseggiante in colore rozzo e confuso. E quanto li nuvoli sono più discosti dalla luna, il loro lume è più albo, che avanza intorno all’ombrosità nel nuvolo, e massime di verso la luna2, e quel ch’è sottile non ha negredine, e poco albore, perchè in lui penetra la oscurità della notte che si mostra nell’aria.

Una fortuna di venti e di pioggia.

I.

Vedesi l’aria tinta d’oscura nuvolosità nelli apparecchi delle procelle overo fortune del mare (le quali sono mischie di pioggia e di venti), con serpeggiamenti delli tortuosi corsi delle minaccianti

  1. I nuvoli scuri sotto la luna sono i più oscuri; più s’allontanano da essa e più perdono d’oscurità. Invece la parte trasparente d’essi par più chiara più è vicina alla luna, perchè allontanandosi si fa più opaca e acquista un colore rossastro.
  2. Il lume che orla la parte oscura della nube è più chiaro più è distante dalla luna, e specialmente dalla parte d’essa luna.