Pagina:Leonardo prosatore.djvu/269

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Al cardinale Ippolito d’Este.

Pochi giorni sono ch’io venni da Milano, e trovando che uno mio fratello maggiore non mi vuol servare uno testamento facto da tre anni in qua che è morto nostro padre; ancor che la ragione sia per me, nondimeno per non mancare a me medesimo in una cosa che io stimo assai, non ho voluto ommettere di richiedere la R.ma V. S. di una lettera commendatizia e di favore qui a el Signor Rafaello Ieronimo, che è al presente uno de’ nostri eccelsi Signori, ne’ quali questa mia causa si agita, e particularmente è suta dall’Eccellenzia del Gronfaloniere rimessa nel prefato Signor Raffaello, e sua Signoria la ha a decidere e terminare prima venga la festa di tutti e santi. E però, Monsignor mio, io prego quanto più so e posso V. R. S. che scriva una lettera qui al decto Signor Rafaello, in quel destro e affettuoso modo che lei saprà, raccomandandoli Leonardo Vincio svisceratissimo servitore suo, come mi appello, e sempre voglio essere, ricercandolo, e gravandolo mi voglia fare non solo ragione, ma espedizione favorevole, e io non dubito punto per molte relazioni mi son facte che, sendo el signor Rafaello a V. S. affezionatissimo, la cosa mi succederà ad votù. Il ohe attribuirò a la lettera di V. R. S. a la quale iterum mi racomando. Et bene valeat.

Florentie XVIIIa 7bris 1507

 E. D. R. D. S.tor Humil.
Leonardus Vincius pictor1
  1. La lettera è diretta a Ippolito d’Este e chiede un appoggio presso Raffaello Girolami ch’era priore della Si-