Pagina:Leonardo prosatore.djvu/320

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
316


da gente che non intenderanno i vostri linguaggi, e sol vi potrete isfogare li vostri dolori e perduta libertà mediante i lagrimosi pianti e li sospiri e lamentazione in fra voi medesimi, chè chi vi lega non v’intenderà, ne voi loro intenderete.


Delle dote delle fanciulle.

E dove prima la gioventù feminina non si potea difendere dalla lussuria e rapina de’ maschi, nè per guardia di parenti, nè per fortezze di mura, verrà tempo che bisognerà che padre e parenti d’esse fanciulle paghin di gran prezzi chi voglia dormire con loro, ancorachè esse sien ricche nobili e bellissime.

Certo e’ par qui che la natura voglia spegnere la umana spezie, come cosa inutile al mondo e guastatrice di tutte le cose create.


Del sognare.

Andranno li omini e non si moveranno; parleranno con chi non si trova; sentiranno chi non parla.

Alli omini parrà vedere nel cielo nove ruine; parrà in quello levarsi a volo, e da quello fuggire con paura le fiamme che di lui discendano; sentiran parlare li animali di qualunche sorte il linguaggio umano; scorreranno immediate colla lor persona in diverse parte del mondo sanza moto; vedranno nelle tenebre grandissimi splendori.