Pagina:Leonardo prosatore.djvu/344

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Dov’entra la ventura, la ’nvidia vi pone lo assedio e lo combatte; e dond’ella si parte, vi lascia il dolore e pentimento.


Raro cade chi ben cammina.


Chi non punisce il male comanda che si facci.


Chi piglia la biscia per la coda quella poi lo morde.


Chi cava la fossa questa gli ruina addosso.


Domanda consiglio a chi ben si corregge.


Ogni cosa per distirpare il tristo.


Ogni torto si dirizza.


Di lieve cosa nasciesi gran ruina.


Al cimento si conosce il fine oro.


Tal fia il getto qual fia la stampa.


Chi scalza il muro quello gli cade addosso.


Chi taglia la pianta quella si vendica colla sua ruina.


La pazienzia fa contra alle ingiurie non altrementi che si faccino i panni contro del freddo;