Pagina:Leopardi, Giacomo – Canti, 1938 – BEIC 1857225.djvu/122

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CANTI furo alcun tempo : or fango ed ossa sei : la vista vituperosa e trista un sasso asconde. Cosi riduce il fato qual sembianza fra noi parve più viva immagine del ciel. Misterio eterno dell’esser nostro. Oggi d’eccelsi, immensi pensieri e sensi inenarrabil fonte, beltà grandeggia, e pare, quale splendor vibrato da natura immortai su queste arene, di sovrumani fati, di fortunati regni e d’aurei mondi segno e sicura spene dare al mortale stato : diman, per lieve forza, sozzo a vedere, abominoso, abbietto divien quel che fu dianzi quasi angelico aspetto, e dalle menti insieme quel che da lui moveva ainmirabil concetto, si dilegua. Desiderii infiniti e visioni altere crea nel vago pensiere, per naturai virtù, dotto concento; onde per mar delizioso, arcano erra lo spirto umano, quasi come a diporto ardito notator per l’Oceano: ma se un discorde accento fere l’orecchio, in nulla torna quel paradiso in un momento.