Pagina:Leopardi, Giacomo – Canti, 1938 – BEIC 1857225.djvu/147

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XXXVI SCHERZO Quando fanciullo io venni a pormi con le Muse in disciplina, l’una di quelle mi pigliò per mano; e poi tutto quel giorno la mi condusse intorno a veder l’officina. Mostrommi a parte a parte gli strumenti dell’arte, e i servigi diversi a che ciascun di loro s’adopra nel lavoro delle prose e de’ versi. Io mirava, e chiedea: Musa, la lima ov’è? Disse la Dea: la lima è consumata; or facciam senza. Ed io, ma di rifarla non vi cal, soggiungea, quand’ella è stanca? Rispose: hassi a rifar, ma il tempo manca. FRAMMENTI XXXVII ALCETA Odi, Melisso: io vo’contarti un sogno di questa notte, che mi torna a mente in riveder la luna. Io me ne stava alla finestra che risponde al prato, guardando in alto: ed ecco all’improvviso distaccasi la luna; e mi parea che quan