Pagina:Leopardi, Giacomo – Canti, 1938 – BEIC 1857225.djvu/169

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Ranieri mio, le carte ove l’umana vita esprimer tentai, con Salomone lei chiamando, qual soglio, acerba e vana, spiaccion dal Lavinaio al Chiatamone, da Tarsia, da Sant’Elmo insino al Molo, e spiaccion per Toledo alle persone. Di Chiaia la Riviera, e quei che il suolo impinguan del Mercato, e quei che vanno per l’erte vie di San Martino a volo; Capodimonte, e quei che passan l’anno in sul Caffè d’Italia, e in breve accesa d’un concorde voler tutta in mio danno, s’arma Napoli a gara alla difesa de’ maccheroni suoi ; che a’ maccheroni anteposto il morir, troppo le pesa. E comprender non sa, quando son buoni, come per virtù lor non sien felici borghi, terre, provincie e nazioni. Che dirò delle triglie e delle alici? Qual puoi bramar felicità più vera che far d’ostriche scempio infra gli amici? Sallo Santa Lucia, quando la sera poste le mense, al lume delle stelle, vede accorrer le genti a schiera a schiera,