Pagina:Leopardi, Giacomo – Canti, 1938 – BEIC 1857225.djvu/192

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i86 APPENDICE famigliai): «O cittadini stolti, ove ruinate voi? Che seguitate con tante fatiche, con tante sollecitudini, con tante arti, con tante disonestà questo vostro stato per ragunare ricchezze? » E in altro luogo del medesimo libro(2): «Se adunque il danaio sup¬ plisce a tutti i bisogni, che fa mestieri occupare l’animo in altra masserizia che in questa del danaio?» Il Caro nel Volgariz¬ zamento del primo Sermone di San Cipriano sopra l’elemosina (3): «Che vai mettendo innanzi quest’ombre e queste bagattelle per iscusarti in vano?» Il Tasso nel quarto della Gerusalemme (4): «Ma che rinnovo i miei dolor parlando? » E similmente in altri luoghi(5). Il Varchi nel Boezio(6): «Che starò io a raccontarti i tuoi figliuoli stati Consoli?» Ed altre volte(7). Il Castiglione nel Cortegiano (%): «Come un litigante a cui in presenza del giudice dal suo avversario fu detto, Che bai tu? subito rispose, Per¬ ché veggo un ladro». Il Davanzati nel primo libro degli Annali di Tacito(9): « Che tanto ubbidire, come schiavi, a quattro scalzi centurioni e meno tribuni?» Dove il testo originale dice: « Cur paucis centurionibus, paucioribus tribunis in modum servorum obe- dirent? * Aggiungi Bernardino Baldi, autor corretto (I0) nella lin¬ gua, e molto elegante: «Ma che stiamo Perdendo il tempo, e altrui biasmando insieme, Quando altro abbiam che fare?(11)» Ed altrove (i2): «Ma che perdiamo il tempo, e non andiamo Ad impetrar da lei » con quello che segue. Sia detto per inci¬ denza, che se bene delle Egloghe di questo scrittore è conosciuta e riputata solamente quella che s’intitola Celeo, o l’Orto, nondi¬ meno tutte l’altre (che sono quindici, senza un Epitalamio che va con loro), e maggiormente la quinta, la duodecima e la decima- quarta, sono scritte con semplicità, candore e naturalezza tale, (1) Mil. 1811, p. 47. (2) P. 174. (3) Veti., appresso Aldo Manuz., 1569, p. 131. (4) St. 12. (5) C. vili, st. 68; c. xi, st. 63 e 75; c. xm, st. 64; c. xvi, st. 47 e 57; c. xx, st. 19. (6) L. 11, prosa iv. Ven. 1785, p. 36. (7) Prosa vii, p. 50 ; 1. 111, pr. v, p. 69, e pr. xi, pp. 90 e 91. (8) L. 11. Mil. 1803, voi. 1, p. 190. (9) C. xvii. (10) [Nell’ediz. Nobili: «autore correttissimo».] (11) Egloga x, v. 16. Versi e Prose di mons. Bernardino Baldi, Ven. 1590, p. 196. (12) Egl. xi, v. 81, p. 209.